Messaggio di Avvento dell’Assistente Ecclesiastico Nazionale UCAI

 

Cari Artisti dell’Unione Cattolica Artisti Italiani,

In questo tempo di Avvento, mentre il mondo si prepara al Natale e la Chiesa intera vigila nel deserto della speranza, desidero rivolgere a voi un saluto particolare e un invito a meditare sulla vocazione dell’artista cattolico nei nostri tempi complessi.

Le parole di Papa Leone XIV, il quale ha scelto il nome del grande Leone XIII proprio in segno di continuità con la visione dottrinale e profetica della Chiesa, ci illuminano in questa stagione. Il Santo Padre, nei suoi insegnamenti ancora giovani ma già ricchi di sapienza, ha affidato agli artisti un ruolo centrale nella nuova evangelizzazione e nella trasformazione della società secondo i principi della carità cristiana.

 

L’arte come linguaggio dell’anima

 Quando Papa Leone XIV si è rivolto ai rappresentanti del mondo del cinema, ha detto parole che toccano il cuore di ogni artista: «È bello riconoscere che, quando la lanterna magica del cinema si accende nel buio, s’infiamma in simultanea lo sguardo dell’anima, perché il cinema sa associare quello che sembra essere soltanto intrattenimento con la narrazione dell’avventura spirituale dell’essere umano».

Questa affermazione è valida per ogni forma d’arte. Che si tratti di pittura, scultura, musica, letteratura o arti visive, l’opera dell’artista cristiano non è semplice decorazione del mondo, ma è capacità di far trasparire il mistero di Dio attraverso la bellezza. Sant’Agostino, alla cui tradizione il Papa fa riferimento, insegnava che il maestro autentico suscita il desiderio della verità e educa la libertà a leggere i segni e ad ascoltare la voce interiore.

 

L’Avvento come paradigma della ricerca umana

L’Avvento stesso è un tempo d’arte: il tempo che la Chiesa dedica all’attesa, alla contemplazione, al desiderio. Come non vedervi una corrispondenza con la vocazione dell’artista, che è quella di mettersi in ascolto dei desideri più profondi dell’umanità, di raccontare la nostalgia d’infinito che abita in ogni cuore.

Papa Leone XIV, riferendosi al linguaggio dell’arte e della cultura, ha insistito sulla necessità di difendere la lentezza quando serve, il silenzio quando parla, la differenza quando provoca, contro la superficialità di ritmi scanditi solo dal mercato e dall’algoritmo. In un’epoca dominata dalla frenesia digitale e dalla dispersione dell’attenzione, la vostra opera è profeticamente controcorrente: l’arte è contemplazione e la contemplazione, in Avvento, è la vera postura del credente che veglia.

 

Arte e dottrina sociale della Chiesa

Uno degli insegnamenti più illuminanti di Papa Leone XIV riguarda il nesso inscindibile tra educazione, cultura e dottrina sociale della Chiesa. Nel sottolineare il valore dell’educazione integrale, il Santo Padre ha affermato nella Lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza: «In ogni caso, nessun algoritmo potrà sostituire ciò che rende umana l’educazione: poesia, ironia, amore, arte, immaginazione, la gioia della scoperta».

Questo tocca direttamente la vostra missione. La dottrina sociale della Chiesa non è mai stata una dottrina astratta; essa deve incarnarsi, diventare visibile, prendere forma nelle creazioni umane. Quando l’artista cattolico sceglie di raccontare la dignità della persona, le ferite dell’ingiustizia, la bellezza della comunione, sta già praticando il magistero sociale della Chiesa.

 

Papa Leone XIV ha ribadito che la dottrina sociale è chiamata a fornire chiavi interpretative che pongano in dialogo scienza e coscienza, dando così un contributo fondamentale alla conoscenza, alla speranza e alla pace. L’arte è uno di questi dialoghi: è il luogo dove la ricerca scientifica incontra la coscienza morale, dove la ragione incontra il cuore.

 

La bellezza come strumento di evangelizzazione

Quello che il Santo Padre ripete con forza è che la bellezza non è solo evasione, ma soprattutto invocazione; è un appello silenzioso alla trascendenza, capace di aprire brecce anche nei cuori più lontani. La bellezza, infatti, evangelizza non attraverso slogan o precetti, ma mediante l’attrazione, la persuasione discreta, l’invito a riaprire lo sguardo.

Il Papa ha ricordato al mondo del cinema che la Chiesa guarda con stima agli artisti, riconoscendoli come possibili testimoni di speranza, di bellezza, di verità. La vostra responsabilità non è piccola: siete chiamati a recuperare l’autenticità dell’immagine per salvaguardare e promuovere la dignità umana, evitando tanto il cinismo quanto l’estetismo disincarnato.

 

L’arte come comunione

Una delle intuizioni più belle del magistero di Leone XIV è la consapevolezza che la creazione artistica è un’opera corale: soprattutto nel cinema, ma anche nel teatro, nella musica, nessuno basta a sé stesso. Un film o una grande produzione nascono dal dialogo fra molti, dalla paziente convergenza di competenze diverse, dalla condivisione di una visione comune.

Allo stesso modo, la vostra vocazione artistica non è isolamento, ma comunione. Questo rispecchia la dottrina della Chiesa sulla comunità educante: come famiglie, parrocchie e scuole sono “stelle” di una costellazione educativa, così atelier, botteghe e laboratori possono diventare spazi di formazione integrale, dove fede, talento artistico, consapevolezza sociale e ricerca della verità si intrecciano.

 

L’umanesimo cristiano come orizzonte

Papa Leone XIV ha spesso parlato della necessità di coltivare una cultura di umanesimo cristiano, soprattutto rivolgendosi ai comunicatori e ai cosiddetti influencer cattolici. Questo è l’orizzonte che deve guidare il vostro operare artistico in questo Avvento: un umanesimo radicato nella visione cristiana della dignità umana, della redenzione, della speranza.

L’umanesimo cristiano sa che l’arte non è lusso per pochi, ma bene condiviso, che nasce per tutti e parla a tutti, anche ai più poveri e ai più lontani. Le chiese dovrebbero tornare a essere piene di bellezza accessibile; le piazze delle nostre città possono ospitare opere che ridestino la meraviglia; persino le dimore più umili hanno diritto a segni di bellezza: in questo, voi siete costruttori di una società più giusta.

 

Invito all’azione in Avvento

In questo Avvento vi chiedo di:

Riscoprire il senso religioso della vostra vocazione. Non è soltanto mestiere o mercato: è una chiamata profetica a leggere i segni dei tempi e a offrire un’interpretazione profonda della condizione umana alla luce della fede.

Non avere paura di affrontare le ferite del nostro tempo: violenza, povertà, ingiustizia, solitudine, smarrimento dei giovani. Il grande cinema e le grandi arti non sfruttano il dolore, ma lo accompagnano e lo indagano, aprendo spiragli di speranza.

Lavorare in comunione, cercando collaborazioni con parrocchie, diocesi, scuole, associazioni, soprattutto con i giovani, perché la bellezza si comunica, si insegna, si trasmette.

Custodire la libertà creativa contro ogni forma di appiattimento culturale, resistendo alla logica che riduce l’arte a prodotto governato da algoritmi e tendenze, e difendendo invece la dignità del gesto gratuito, del rischio, della ricerca.

 

Benedizione di Avvento

 

Mentre vegliamo insieme nell’Avvento, in attesa di Colui che è la bellezza infinita, la verità assoluta, l’amore senza limite, vi affido alla protezione di Maria, la donna che custodisce e medita nel cuore i misteri di Dio e che l’arte cristiana ha raffigurato in infiniti modi.

Che il vostro operare artistico sia sempre un atto d’amore, un gesto di speranza, un’invocazione rivolta al cielo. Che non perdiate mai la capacità di stupire e di stupirvi, continuando a mostrare frammenti del mistero di Dio nelle pieghe della storia e nei volti degli uomini e delle donne del nostro tempo.

 

Con la benedizione e con profonda stima per la vostra missione,

Padre Riccardo Lufrani OP Assistente Ecclesiastico Nazionale UCAI

 

Dicembre 2025, Tempo di Avvento