Le prostitute ci precederanno nel regno dei cieli

 

Alla fine della lettura del Vangelo di oggi, Gesù dice qualcosa che deve aver scioccato i suoi ascoltatori. Dice ai sommi sacerdoti e agli anziani che gli esattori delle tasse e le prostitute entreranno nel regno di Dio prima di loro. In questo modo, ha rovesciato i soliti presupposti su chi fosse vicino a Dio e chi no. La gente presumeva che la santità si trovasse tra i capi religiosi, le persone rispettabili, coloro che osservavano le regole. Gesù suggerisce l’opposto: che Dio può essere all’opera proprio nelle persone che la società respinge o giudica.

Anche noi possiamo essere così veloci nel giudicare gli altri, soprattutto in un contesto religioso. È facile presumere chi è “dentro” e chi è “fuori”, chi è vicino a Dio e chi è lontano, in base a ciò che vediamo in superficie. Tuttavia, solo Dio conosce la vera storia… le battaglie nascoste, i silenziosi atti di gentilezza, il desiderio di grazia che si cela sotto la vita di una persona.

 

In questo contesto, è interessante pensare a Les Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso, una delle più famose e controverse rappresentazioni di prostitute nell’arte occidentale. Dipinto nel 1907, mostra cinque donne di un bordello di Barcellona, che si confrontano con lo spettatore con volti audaci e non idealizzati e corpi spigolosi. Picasso non le dipingeva per celebrare la loro professione, ma per sfidare gli spettatori a confrontarsi con l’umanità spesso nascosta dietro le etichette, i giudizi e la vergogna sociale, in modo non dissimile dalle persone che Gesù accoglie nel Vangelo di oggi.

A sconvolgere il mondo dell’arte nel 1907 non fu solo il soggetto, ma anche il modo radicale in cui Picasso lo dipinse. Les Demoiselles d’Avignon è considerato da molti il primo grande passo verso il Cubismo, il movimento che Picasso sviluppò in seguito con Georges Braque. Il cubismo si distacca dalla prospettiva tradizionale; invece di mostrare un unico punto di vista, frammenta le forme in sfaccettature nette, presentando più angolazioni contemporaneamente. Era un modo per dire che la realtà è più complessa di quanto un singolo punto di vista possa catturare, proprio come l’anima umana stessa.

 

In un certo senso, questo rispecchia ciò che Gesù fa nel Vangelo di oggi: ci chiede di vedere al di là delle apparenze, di guardare oltre le etichette che la società dà e di riconoscere la dignità, la profondità e il valore sacro di ogni persona, specialmente di quelle che il mondo è più veloce a giudicare.

by Padre Patrick van der Vorst