Una mostra collettiva in due tappe che ha raccontato la femminilità attraverso l’arte sacra
e rivela la vitalità di una delle realtà culturali cattoliche più attive della Sicilia.

C’è un filo sottile che lega un paese sul litorale palermitano a una cripta nobiliare nel centro storico della città. È il filo della bellezza, della devozione e di un’idea coraggiosa: restituire all’arte sacra contemporanea la dignità di interlocutrice privilegiata del nostro tempo. «L’arte di essere Donna», mostra collettiva promossa dalla Sezione di Palermo dell’Unione Cattolica Artisti Italiani (UCAI) ha percorso quest’itinerario in due tappe memorabili, consegnando alla riflessione pubblica un’interrogazione profonda sul femminile, sul sacro e sulla capacità dell’arte di farsi spazio umano. Nell’incorniciamento simbolico della Festa della Donna, la mostra ha aperto i battenti il 2 marzo 2026 presso la sede dell’ex atelier Primopiano rimanendo aperta fino all’8 marzo. La scelta della sede non è stata casuale: una comunità viva, radicata nel territorio costiero a ovest di Palermo, capace di offrire alla collettiva una cornice di partecipazione autentica e di dialogo tra arte e devozione popolare.
La cura scientifica e organizzativa è stata affidata a Francesco Giannola e Giusy Pellegrino, quest’ultima Vice Presidente della Sezione UCAI di Palermo, che hanno costruito un percorso espositivo in grado di intrecciare linguaggi diversi: pittura, scultura, fotografia, tecniche miste. Diciassette artisti hanno risposto all’invito, portando opere che hanno esplorato la femminilità nelle sue declinazioni più vaste: Maria come archetipo del materno e del sacro, la donna nella storia e nel mito, il corpo come luogo di grazia e vulnerabilità.
Tra i partecipanti figuravano Marca Barone, Ada Bucceri, Maria Colletti, Luca Cottone, Marisa Ferraro, Francesco Giannola, Francesca Gucciardi, Caterina Lala, Marcantonio Lunardi, Damiano Mandalà, Rosalia Marchiafava, Giuseppa Matraxia, Giuseppe Misuraca, Oliva (Anil) Patanella, il duo Quattro Mani Pino e Salvo, Luigi Riotta e Totò Sammataro. Un ensemble eterogeneo per generazioni e sensibilità, accomunato dall’appartenenza a una tradizione artistica che non rinuncia a interrogare il trascendente.
Il successo della tappa balestratese ha convinto gli organizzatori a portare la mostra nel cuore della città di Palermo, scegliendo come sede un luogo di straordinaria valenza storica e spirituale: la Cripta di San Giorgio dei Genovesi, nel centro storico. Il vernissage, tenutosi il 29 aprile, ha trasformato gli ambienti della cripta in un dialogo serrato tra architettura medievale e pittura contemporanea, tra la pietra secolare e i segni del nostro tempo. La mostra palermitana ha presentato la selezione degli artisti già protagonisti a Balestrate. L’ambientazione nella cripta ha conferito alle opere una risonanza inedita: ogni lavoro è entrato in relazione con lo spazio sacro preesistente, generando quell’esperienza di soglia, tra il visibile e l’invisibile, tra la storia e il presente, che caratterizza il miglior dialogo tra arte e architettura religiosa.
Ciò che colpisce di questa doppia edizione è la coerenza del progetto iconografico e tematico. Il femminile non è stato celebrato in senso retorico o sentimentale, ma indagato come categoria spirituale e antropologica: la donna come custode del sacro, come soglia tra la vita e il mistero, come presenza che accoglie e genera. Le opere in mostra — eterogenee per tecnica e registro espressivo — convergono verso questa intuizione con linguaggi che spaziano dalla tradizione devozionale all’astrazione lirica, dalla figurazione neo-iconica alle sperimentazioni multimediali.
In questo senso, «L’arte di essere Donna» non è stata soltanto una bella mostra: è una dichiarazione d’intenti. Dimostra che a Palermo esiste una comunità artistica capace di fare dell’arte sacra un interlocutore serio del dibattito culturale contemporaneo, e che quella comunità, grazie all’UCAI e alle energie che sa raccogliere intorno a sé, è in grado di parlare alla città intera dalla periferia costiera al cuore della città antica.
Dott.ssa Giusy Pellegrino
Vicepresidente Ucai Palermo
