Un Duplice Sguardo

 

Carissimi artisti,

In questa Settimana Santa, ci troviamo a contemplare il mistero della Passione, Morte e Resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, mentre il nostro mondo vive momenti di profonda sofferenza.

La celebrazione della vittoria della vita sulla morte si intreccia quest’anno con le immagini strazianti che ci giungono quotidianamente da Gaza e da altri luoghi di conflitto. L’orrore appare senza limiti e senza tregua per i più deboli, soprattutto i bambini, dilaniati dalle bombe, fiaccati fino alla morte dalla fame e dalla sete, per volontà degli uomini. Sembra impossibile che stiamo assistendo a questi massacri senza essere capaci di reagire, come pietrificati davanti al male.

 

Come artisti di fede, siamo chiamati a un duplice sguardo: quello che non distoglie gli occhi dal dolore del mondo e quello che, attraverso la luce pasquale, intravede possibilità di rinascita e speranza.

Pablo Picasso, con la sua “Guernica”, ci ha mostrato la via. Di fronte all’orrore del bombardamento della cittadina basca nel 1937, l’artista non si rifugiò nel silenzio ma trasformò il suo dolore in un’opera che è diventata simbolo universale di denuncia contro tutte le guerre. I corpi straziati, il toro, il cavallo, la madre con il bambino morto, la lampada-occhio che illumina l’orrore: Picasso non nasconde nulla, ma trasfigura la sofferenza in un grido che attraversa il tempo.

 

La Pasqua di Resurrezione non cancella la Passione, le ferite, gli insulti, la morte ignominiosa sulla Croce. Il Cristo Risorto conserva i segni dei chiodi e della lancia. La Resurrezione non è una cancellazione del dolore ma la sua trasfigurazione in un nuovo inizio.

Di fronte alle immagini atroci che ci giungono da Gaza, alle sofferenze dei civili innocenti in ogni conflitto attuale, siamo chiamati a non distogliere lo sguardo. L’arte cristiana ha sempre avuto il coraggio di guardare il dolore: dalle Pietà alla Crocifissione, fino alle opere contemporanee che testimoniano le sofferenze del nostro tempo.

Ma come artisti pasquali, siamo anche chiamati a essere testimoni di speranza. L’arte ha il potere di creare spazi di bellezza anche nel cuore delle tenebre, di immaginare realtà alternative, di nutrire la visione di un mondo riconciliato.

 

Vi invito, in questo tempo pasquale, a fare delle vostre opere luoghi di verità e di speranza. Come la tomba vuota del mattino di Pasqua, che conserva i segni della morte ma si apre alla vita nuova, così le vostre creazioni possono accogliere il dolore del mondo e trasformarlo in visioni di pace e di giustizia.

L’artista cristiano è chiamato a essere, come diceva Paolo VI, “custode della bellezza nel mondo”. Non di una bellezza che evade dalla realtà, ma di quella bellezza che è splendore della verità, anche quando la verità è dolorosa. È chiamato a creare come il Dio della Genesi e della Pasqua: facendo emergere luce dalle tenebre, vita dalla morte, ordine dal caos.

Che le vostre mani, in questo tempo pasquale, possano creare opere che siano come il sepolcro aperto: testimoni del dolore ma anche annunciatrici di speranza. Che possano essere, come “Guernica”, memoria di ciò che non deve più accadere, ma anche, come le icone della Resurrezione, promessa di un mondo trasfigurato dall’amore.

In questo sta la speciale vocazione dell’artista cristiano: essere testimone della Croce e della Resurrezione, del Venerdì Santo e della Domenica di Pasqua, in un mondo che ha bisogno sia di verità che di speranza.

 

Vi auguro una Pasqua di autenticità e di luce creativa.

Padre Riccardo Lufrani